
15 maggio 2012 | 1 Commento |
Categorie : mamma di fulvia
Dopo aver sbacaiato una settimana intera contro “quei fetenziosi di ciclisti che mi scombinano la routine”, mamma di Fulvia in versione “odio il Giro anche oggi che ha arriva” ha comprato 75 euro di gadget; se lo amasse, che avrebbe fatto, sarebbe saltata in mezzo ai corridori in corsa?
Assisi , Giro d'Italia

12 maggio 2012 | Nessun Commento |
Categorie : incazzature, la saga tim
Ovvero: come forse stanno fregando i clienti TIM, ma Tim sicuramente se ne frega.
Dopo un paio di settimane in cui questo numero (ultime due cifre occultate) mi chiama continuamente quando ho il telefono spento/irraggiungibile (se provo a richiamare risulta un numero inesistente), questa mattina ho preso la chiamata in questione, durante la quale un signore non meglio identificato ha cominciato a farmi domande sul mio profilo tariffario e a chiedermi codici fiscali e numeri di telefono fisso, e intestatari e ‘coordinate’ dell’intestatario della bolletta telefonica (mia mamma, ma non è che lui lo sapesse); alla domanda “Scusi, ma lei chi piffero è?” ha risposto “Sono uno della Tim, chiamo per offrire miglioramenti al piano tariffario”, affermazione cui ho replicato con un non troppo cordiale invito a richiamarmi dal numero TIM che solitamente appare in questi casi, ossia 119 (che per inciso ha il mio codice fiscale, la data di nascita e gli estremi del documento di identità: sono loro che li chiedono a me per confermare che io sia io, non il contrario).
Googlando il numero che mi ha chiamato, vengono fuori informazioni su una non meglio precisata società di Bari, che – da altre pagine – non risulta nuova a queste telefonate “strane” e scortesi; presa comunque dal dubbio [vista l'ultima esperienza con gli amici del call center, lo scrupolo c'è], ho provato a mandare un paio di tweet al profilo ufficiale di Tim e al profilo di tale Giulia del 119 linkata sul twitter ufficiale della compagnia telefonica, ma nessuno ha risposto – TIM Official ha mandato l’ultimo tweet un giorno fa, Giulia pari di capire risponda solo ai tweet che le vengono mandati quando è online; evidentemente il fatto che (forse) ci sia qualcuno che sia provando a fregare i propri clienti non gliene può fregare di meno. Non va meglio chiamando il 119 e spiegando la situazione, l’operatrice che ha preso la chiamata mi risposto che in questi casi è bene chiudere il telefono e non fornire nessun dato personale (ma va? Grazie eh, per aver stating the obvious, come si dice in inglese) e che nessuno di loro è a conoscenza di legami tra TIM e questa società barese. Per la cronaca, la tipa non mi ha neanche chiesto come si chiama la società – gliel’ho detto io, ma non è che ha preso appunti – né ha voluto il numero telefonico per avvisare il suo capo o qualche superiore di questa anomalia. Della serie, appunto, di come forse stanno cercando di fregare i clienti TIM (fregare non nel senso di rubare clienti alla Tim, ma di rubare i dati di clienti Tim), senza che Tim, contattata in maniera ortodossa (via 119) e non ortodossa (via Twitter) se ne freghi altamente…
Ora l’unico dubbio è: detto che il mio numero se non è scritto sui cessi dell’autogrill, poco ci manca – per il mestiere che faccio, il mio numero gira a destra e a manca… ma in Umbria! – a questa società di Bari, il mio numero di cellulare chi gliel’ha dato? E perché TIM si dimostra così poco attenta a qualcuno che sta cercando, in apparenza ripeto, di fregare i suoi clienti? E se invece la telefonata è vera, perché TIM affida certi servizi a persone che puzzano di bufala lontano un miglio e che sono totalmente non professionali?
Tim

11 maggio 2012 | Nessun Commento |
Categorie : cinema
Avete presente quando Rizzo e Stella dicono che l’Italia è il paese dell’emergenza dove tutto si commissaria? E che a tre anni dall’emergenza niente è stato ricostruito e che tutto e rimasto a zero? Ecco, non ci sono solo loro: Alberto Puliafito c’era arrivato un po’ prima con Comando e Controllo; se non potete comprarlo, fatelo girare

9 maggio 2012 | 3 Commenti |
Categorie : incazzature, riflessioni, umbria
Se pensavamo che Perugia fosse un’isola felice, le rapine in villa e l’omicidio di Luca Rosi c’hanno dato una bella svegliata; il colpo di grazia è arrivato ieri sera, quando tra corso Vannucci (grosso modo la via Condotti di Roma e Montenapoleone a Milano) e piazza Danti è scoppiato l’inferno, ‘grazie’ ad uno scontro furibondo tra bande, probabilmente albanesi contro magrebini, che non solo si sono sparati (a salve, pare) ma hanno devastato le vetrine dei negozi e tutto il centro storico.. il tutto, per la cronaca, sotto gli occhi dei cittadini e dei turisti (e siccome un video vale più di mille parole, guardare qui per credere).
Il giorno dopo – a parte gli arresti – il sindaco Wladimiro Boccali ha convocato una conferenza stampa e chiesto un incontro col ministero dell’Interno, mentre la minoranza o descrive Perugia come una Gomorra (Ronconi, Udc) o chiede il pugno duro (Pdl): ma ‘sto degrado, mica è nato ieri… sono mesi, se non anni, che i cittadini scrivono alla giunta (sempre di centrosinistra) di fare qualcosa. A parte che poi, dov’è che stavano ‘sti politici quando PER ANNI, non solo i marocchini non solo giravano per le strade con i borsoni, ma piazzavano a due passi dal Comune le bancarelle per vendere magliette, cd taroccati e altro ben di Dio farlocchi? Per carità, il marocchino era una bravissima persona (mi chiamava ‘sorella’ e mi offriva pure le sigarette), ma quando io ero liceale, nei primi anni 2000, sarà stato lì per tre o quattro anni, a vendere braccialetti, cd farlocchi e Dio solo sa cos’altro…
Dieci anni dopo, e mi limito all’esperienza personale, la stazione di Fontivegge è un’enclave extracomunitaria a cielo aperto – dove bisogna stare attento persino a cosa guardi, per evitare che ti mandino affanculo nel migliore dei casi, e t’accoppino nel peggiore – mentre alle scale mobili del parcheggio di via Pellini ci sono tre spacciatori tre che ti offrono erba, hashish e ecstasy come se niente fosse. Abbiamo un tasso di morti per droga – anche di persone non perugine: qualcuno si è mai chiesto come mai Perugia è oggi un posto dove arrivano a comprare la droga dalla bassa Toscana e dall’alto Lazio? – che è CINQUE volte superiore la media nazionale e che fa invidia a capitali europee, nel frattempo le forze dell’ordine si mettono a multare chi abbandona i bisognini del cane per terra. Va bene che l’educazione comincia dal basso, ma invece di rompere le scatole alla vecchietta che non si porta i sacchetti, fare qualcosa contro certa feccia, non sarebbe meglio?
Ps: sì lo so che criticare è facile, ma per quanto mi riguarda oltre a non comprare droga… che altro posso fare?!
(La foto, ridimensionata, è una Foto Fratticioli)
guerriglia urbana , Perugia

8 maggio 2012 | 1 Commento |
Categorie : sport
Se a casa del vicepresidente del Adriano Galliani una stagione in cui non vinci un tubo (e passi perdere col Barcellona, ma farsi sorpassare dalla Juventus per lo scudetto e non arrivare manco in finale di Coppa Italia…) è una stagione positiva, forse non bisogna cambiare l’allenatore e i giocatori, ma i dirigenti [e chi ha deciso di cedere Andrea Pirlo].