Lusi premier salva Italia subito

Adesso non è che io sappia come funziona un bilancio e le relative certificazioni, ma se un Luigi Lusi qualsiasi riesce a superare non uno, non due e manco tre, ma addirittura quattro – dicasi: QUATTRO – livelli di controllo (i revisori dei conti, il comitato di tesoreria, l’assemblea federale, e il controllo finale della Camera), ha delle capacità che, se usate a fin di bene, lo rendono la persona giusta per trascinarci fuori dal tracollo economico! (E comunque: possibile che ancora stiamo pagando un partito defunto da cinque anni, il cui fondatore ha nel frattempo dato vita ad un altro partito e i cui parlamentari sono ritrovabili nel Pd, nell’Api e nell’Udc?)


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Caro Mario Monti (io, te e il posto fisso)

«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E’ bello cambiare e accettare delle sfide»

Caro Mario Monti,
non potrei essere più d’accordo con te, se non fosse che io il posto fisso non so neanche dove stia di casa e con tre lavori – non da spaccarsi la schiena, per carità (ho fatto pure quelli, tra l’altro), ma non per questo meno impegnativi – metto insieme  (se chi deve pagare si ricorda di farlo, capita pure che c’è chi non paga da mesi, tipo sei mesi) un migliaio di euro al mese (per tre lavori, ricordatevelo). Siccome nessuno mi fa un contratto (al massimo uno pseudo contratto che dice solo che il datore di lavoro si impegna a tutelare le opere del mio ingegno dall’uso improprio che potrebbero farne altri… come no!) sono dovuta diventare una lavoratrice autonoma e aprire una partita Iva, la cui gestione si porta via un mese di stipendio (più altri quattro di contributi Inps e quasi due per l’acconto che avrei dovuto pagare a novembre – e che poi fortunatamente è stato soppresso).
Morale della favola, non solo sette mesi del mio stipendio se ne vanno in tasse & commercialista, ma qualunque reddito io abbia percepito dal luglio 2011 ad oggi è servito a coprire lo sprofondo rosso apertosi nel mio conto corrente grazie all’Inps che ha “preteso” 3.500 euro (…e solo perché a giugno mi sono iscritta all’ordine dei giornalisti, altrimenti sarebbero stati 5.000 euro su un reddito di poco superiore ai 12.000). “Fortuna” che vivo ancora con mia mamma (la quale paga affitto, bollette e si accontenta di un contributo una tantum all’economia familiare) e che la mia banca mi ha concesso un fido di 1.200 euro l’anno in virtù della mia dichiarazione dei redditi del 2010 (e pensa che mia mamma avrebbe eventualmente dovuto garantire per me – con i soldi suoi! – se avessi voluto prendere a prestito 5.000 euro per pagare l’Inps in un’unica rata e poi vedermela con la banca a rate mensili di un centinaio di euro l’una per qualche anno).
Quindi cario Mario Monti, il posto fisso sarà noioso per chi ce l’ha, perché oggettivamente chi il posto fisso non sa manco dove stia di casa, le sfide le accetta tutti i giorni e le vive sulla sua pelle… ma se le partite Iva non nascondessero lavori che dovrebbero arrotondare il tuo stipendio (e che di fatto sono invece il tuo UNICO stipendio) e da cui puoi essere licenziato dall’oggi al domani (perché non hai uno straccio di contratto che ti tutela), forse il mondo sarebbe (almeno per me) un po’ più monotono, ma anche più bello: tipo che forse potrei andare a vivere da sola, farmi una vacanza – cosa che a parte gite sparse fuori porta di un giorno, non faccio da dieci anni – e magari sperare in un futuro un po’ migliore di quello che prevedo per me di qui a dieci anni.


  

So long, Splinder

Era il luglio del 2003, avevo appena finito gli esami di maturità (con poco più di 59 e un calcio nel c*lo) e non sapevo cosa avrei fatto della mia vita; un giorno, per puro caso, finii su Splinder, sito azzurrino che offriva la possibilità di aprire un blog… un termine stranissimo, che dal quel giorno avrebbe rivoluzionato la mia vita.
Dopo un inizio un po’ così – interviste, test, tanta fuffa, citazioni di libri – piano piano cominciai ad affezionarmi a quel blog, dove raccontare gli scazzi di tutti i giorni, le avventure di Fulvia&Lisa (ed è oggettivamente stato molto bello quando, nei giorni scorsi, ho portato alla sòla le prime avventure e abbiamo riso come pazze su quante ne abbiamo combinate…), dove scrivere riflessioni più o meno serie (lo stile, nel tempo, spero sia migliorato un po’).
Nel 2003 non esistevano twitter, facebook e youtube, la cosa che più si avvicinava alla socializzazione di oggi erano i commenti sul blog e/o sui multiblog, da quelli ’seri’ (Ciccsoft) a quelli più cazzeggianti (Io odio Winnie Pooh sarai per sempre nel mio cuore); qualunque persona che avesse un minimo di creatività poteva diventare una blogstar, termine che non portava un centesimo nella vita reale (a parte per pochi, tipo Selvaggia Lucarelli, che blogstar mi sa lo è ancora oggi, a chi riusciva a scrivere un libro e a ricavarci qualche euro, ma niente di che), dicevamo, un termine che non portava un cent nel 99% dei casi ma non per questo meno ambito (da alcuni di cui taceremo il nome).
Grazie a splinder ho conosciuto molte persone interessanti (alcune anche dal vivo, tipo Akio, grande fan di Fulvia&Lisa e direi anche grande amico nella vita reale) e ho trovato non uno, ma ben due lavori (abbastanza malpagati e con orari massacranti, ma chi l’avrebbe mai pensato, la prima volta che scrissi ‘Il mio primo post’, proprio così si chiamava, che un giorno col blog avrei avverato il mio sogno di diventare una giornalista, per quanto scalcagnata?); poi venne il “professionismo” (con un dominio tutto mio), e l’addio a quella piattaforma che, diventata utente un po’ più esperta, scoprii dava più grane che altro.
E oggi (sebbene ancora attiva…per qualche ora!), è Splinder che dà l’addio a noi: da ieri il servizio è infatti stato dismesso, e tra un po’ l’ex piattaforma di hosting per blog (una parola che nel 2003-2006 sapeva di rivoluzionario, mentre oggi sa di retrò, un po’ come fax o telefono fisso) diventerà l’ennesima pagina 404 del web… ma, come dice lui, «Splinder insomma è stata lo specchio dei nostri anni Zero, quella che ha custodito i nostri pensieri più profondi e più sciocchi, il nostro desiderio di comunicare qualcosa con il mondo fuori. (…) Siamo diventati grandi insieme a Splinder e grazie a lei molti di noi ancora oggi adorano scrivere, raccontarsi e non buttarsi via. (…) Ci siamo ancora quasi tutti, sparsi qua e la come dieci anni fa, prima che arrivasse la grande onda dei blog e la piazza di Splinder a riunirci qualche anno per poi disperderci di nuovo».


  

(Non) Bene, (quasi) bravi, bis (e anche tris)

Nell’attesa di sapere se si tratti di bufala o meno (pare che in realtà i soldi sforbiciati sono soldi che in realtà si erano aumentati per il 2012, ergo: risparmio = zero), ben venga una tagliatina (o un non aumento) ai costi della politica… non fosse che, su una busta paga da 15.000 euro, 1300 euro lordi sono una miseria (è neanche il 10%, lordo): se questi sono i sacrifici dei politici….


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L’italiano medio

Italiano Medio: tizio che stamattina, salito sul pullman senza timbrare il biglietto (e di sicuro l’abbonamento non l’ha fatto), ha attaccato una rottura di co**ni immensa su quanto fosse stata brava la Gdf a scoprire gli evasori fiscali tra Cortina e Milano. Quando si dice la coerenza…


  



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