La casa dei mille corpi, di Rob Zombie
Dopo film pù o meno seri che di horror non avevano nulla (se non, in molti casi, il fatto che non si vedevano neanche senza pagare il biglietto, e, dirò di più, neanche se ti pagavano per vederli), è ora di tornare ai bei vecchi film con tanto sangue e tanto horror.
In realtà il mio giudizio su “La casa dei mille corpi” è combattuto: se è vero che da una parte questo film di Rob Zombie ha l’indubbio merito di riportare un po’ di ossigeno al cinema horror e di essere uno dei migliori film horror degli ultimi anni, dall’altro è evidente che è un copiaticcio (non vi piace il termine? Facciamo che è una sorta di “remake non autorizzato”) del più famoso e molto più ispirato “Non aprite quella porta” (The Texas Chainsaw Massacre) di Tobe Hooper (1974).
La trama ricorda molto il film “ispiratore”, con quattro ragazzi attraversano l’America, in cerca di posti tipici e cittadine dimenticate da Dio, che metteranno poi in un libro sulle attrazioni rurali americane. Alla vigilia di Halloween (non vi ricorda niente?) finiscono in un paese dove Capitan Spaulding, un clown che gestisce un misto tra una pompa di benzina e una casa degli orrori (il “Il Museo dei Killer”, su cui stenderemo un velo pietoso per gli errori e le imprecisioni che Spaulding fa quando parla dei killer), parlerà loro di Dottor Satan, una sorta di Frankenstein nazista (non è che devo ripetervi che Frankenstein è il nome del dottore e non del mostro, verooo?!). E proprio dalla ricerca di più informazioni su Satan, i nostri faranno la conoscenza di una ben poco simpatica famiglia…
“House of 1000 Corpses” (che sarebbe cadaveri, e non corpi, vedi sotto) infarcito di citazioni, non solo di genere horror: ad esempio, i fan di Groucho Marx troveranno pane per i loro denti. E forse il problema è tutto qui, nel fatto che più che un film omaggio è una sorta di remake/citazione, che non offre quasi nulla di nuovo: più che il film di un regista degno di questo nome, sembra l’omaggio di un fan ai suoi autori preferiti. D’altronde, Rob Zombie è un autore di videoclip, e si vede: certe inquadrature sono horror solo per il mal di testa che causano. Probabilmente è anche per questo che Universal e MGM si sono rifiutate di distrubirlo, anche se per dovere di cronaca bisogna dire che il film nelle prime due settimane di programmazione ha incassato il doppio di quanto è costato, pur non essendo molto reclamizzato.\r\nDiscreta la colonna sonora, e da notare il pressappochismo dei traduttori italiani, che facendosi infinocchiare dal “false friend” corpses hanno tradotto “corpi” invece di “cadaveri”.
Il film ha anche un sequel, La casa del diavolo (Devil\’s Rejects), ma credo che ne farò volentieri a meno
Sempre meglio che vedere Halloween – Resurrection, ma aridatece Tobe Hooper
19 commenti
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Un film dell’orrere di Rob Zombie è come un film sui cappelli di Francis Frod Coppola.
uahauahauahauhauahauah!!!
Rob Zombie è un gran musicista. Ma su questo film c’hai ragione (e io l’ho pure visto al cinema
)
Buon weekend, cara.
tesoro, t ho trascurato ultimamente e ho letto solo ora zincone…che ridere…ho sentito le tue urla! sogno o son desta?
di film orrore nessuno batte Hitchcock-lui sì che sapeva far venir i brividi senza mostrare neanche una goccia di sangue-basta ricordare la famosa scena della doccia-
per il post di sotto-per fortuna che sono sposata e non mi serve rimorchiare-cmq mai e poi mai avrei speso i soldi x mandare un sms-sono tirchia e li mando solo quando li ho gratis
buon w.e.
daisi
Sono d’accordissimo con te!ALE
Non aprite quella porta…che ricordi,ero ancora un fanciullo quando l’ho visto…
Questacasa dei mille corpi se è come dici mi sa ke lo vedrò…gli ultimi film m’hanno annoiato parekkio…gli unici che mi hanno interessato sono stati Saw e The ring…
Bye
Manu
Dopo la visione del film , io e due miei amici rimanemmo a bocca aperta, presi da una strana sensazione di angoscia mista a noncicapiscouncazzo.
Trovo molto più spaventosa la pubblicità dei pannollini all’ora di pranzo..
Insomma, non è che si sentisse proprio il bisogno, di virar nuovamente sull’horror
Tobe Hooper non è nemmeno lontanamente paragonabile, se non altro per il grado di suspance reale che è in grado di generare
i maestri dell’horror americano anni ’70 sono insuperabili, un altro è wes craven, prima che si imbarbarisse nello star system attuale…
buon we anche a te, cara Fu
L.
Dé, uno che di cognome fa Zombie poteva fa solo film horror …
non è il mio genere
L’unica cosa bella del film è la protagonista bionda che, se non ricordo male, è pure la moglie di Rob Zombie.
E’ da ieri pomeriggio che cerco di lasciare un commento…e tu sai perchè
@ Camelot: e tu leggi a lato
Fulvia i traduttori italiani fanno spesso di questi danni, pensa che per il seguito del film che in originale si chiama The devil’s rejects hanno usato La casa del diavolo.
Peccato che nel sequel non ci sia nessuna casa…
Ciao. Noir e thriller che passione, ma horror che paurone!!! Son fifona!! Ciaooo
[...] decidiate di dare al film, può andare bene. Non parliamo poi della regia, che se quella de “La casa dei mille corpi” era orrenda, questa, unita alla trama complicata del film, fa sì che di Donnie Darko non ci [...]