Precario anche tu
Nel corso della cerimonia al Quirinale per ricordare le morti bianche, Giorgio Napolitano ha detto: «C’è l’esigenza di tutele corrispondenti al dettato costituzionale senza anacronistiche nostalgie di più forte rigidità e di continuità garantita del rapporto di lavoro, è da perseguirsi una prospettiva di flessibilità tutelata e di costante impegno per il consolidamento dell’occupazione e dei diritti dei lavoratori».
Caro Napolitano: a me sta bene la flessibilità, il non avere il posto fisso (anche detto “anacronistica nostalgia di più forte rigidità e di continuità garantita del rapporto di lavoro”)…ma vorrei proprio vedere te a fare tre lavori per tre quarti di stipendio, senza la certezza che domani questi lavori ci siano ancora, visto che le aziende intendono “la flessibilità” come il poterti licenziare senza un preavviso degno di questo nome! Però poi, non lamentarti se nell’Italia della “flessibilità” e dei precari (ah, certo: non di certi precari!) non ci sarà più nessuno in grado di pagare certe esorbitanti spesucce, eh…
(E per fortuna che era comunista, boia mondo!)
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