Papa alla Sapienza, no degli scienziati
Ok, il fatto che il Papa (riprendendo un’affermazione di Feyerabend, è vero, ma leggendo il discorso si capisce bene quale sia la posizione di Benedetto) abbia detto “il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto perché all’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo” è una stronzata bella e buona e grossa come una casa. Ma finché c’è libertà di parola (in certi casi aggiungere purtroppo) pure le stronzate sono ammesse; e tralasciando da parte la lettera che definisce incongrua la visita del Papa (è come se Annamaria Franzoni visitasse un reparto neonatale, per dire), se la contestazione è svolta con l’assedio sonoro e una lectio magistrale di Andrea Rivera (l’uomo che parlava ai citofoni), povera Sapienza, povera Italia…
(Il Papa non va più: se anche una come me – non proprio papista, per usare un eufemismo – ritiene che sia una vergogna, mi sa che stavolta come laici abbiamo proprio toppato…)
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