Poi dicono la Casta…
Premesso che la sottoscritta deve ancora capire l’utilità di Pecoraro Scanio, leggendario ministro dell’ambiente “verde” che non sa riconoscere un toro da una mucca (pare che il disguido sia stato dovuto al fatto che tutte e due hanno le corna, come dire che non so riconoscere un uomo da una donna perché tutti e due c’hanno i capelli, vabbé). In ogni caso: sul Corriere di ieri (pag. otto), in un articolo intitolato “E Romano chiama i senatori ‘ribelli’”, a firma di Maria Teresa Meli, c’erano scritte testuali parole: «Il ministro, che chiama Prodi sei volte al giorno o giù di lì, si dice tranquillo, grazie alle astensioni che a palazzo Madama valgono voto contrario e che quindi contribuirebbero ad affossare la mozione di sfiducia. Lo stesso ministro tranquillo ha però proposto al premier di fare uno scambio: lui si dimetterebbe, Prodi farebbe un rimpasto lampo mandandolo all’agricoltura e spedendo Paolo De Castro all’Ambiente». Cioè tutti vogliono la tua testa perché ti devi dimettere e tu proponi un semplice “cambio di posto”? (S)Fortunatamente per il povero Pecoretto, «la risposta è stata negativa». E poi è arrivato Mastella, quindi speriamo che il ministro dell’Ambiente sia diventato l’ultimo dei problemi di Prodi…
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