Io sono leggenda, di Francis Lawrence

Io sono leggenda, di Francis LawrenceNew York, 2012: la Terra, devastata da un virus mortale concepito nel 2009 come farmaco per curare il cancro (per la cronaca: la responsabile della fine del mondo è una donna), è popolata da zombie. (Apparentemente) unico sopravvissuto è Robert Neville (Will Smith), che – accompagnato da un cane – passa le sue giornate parlando con i manichini, giocando a golf, andando a caccia e guardando dvd, oltre a cercare una cura nella speranza che, oltre a lui, ci siano altri esseri viventi sulla Terra.
Terza trasposizione cinematografica del romanzo di Richard Matheson dal titolo omonimo (anche se i film ispirati al libro non si contano, vedi “La notte dei morti viventi” di Romero, le due pellicole principali sono “L’ultimo uomo sulla Terra” di Ubaldo Ragona girato all’EUR di Roma e “1975: Occhi bianchi sul pianeta terra” di Boris Sagal), il film con protagonista Will Smith (rapper e oramai apprezzato attore) è costato 150 milioni di dollari, recuperati in due settimane, tanto da far pensare (no, vi prego, no) ad un probabile seguito. Detto che “Io sono leggenda” non è un film noioso, considerato che per buona parte – flashback e finale escluso – si regge su una sola persona e che non mancano le scene di azione/violente per farlo piacere anche al pubblico giovane, alla pellicola manca quel “certo non so che” che lo renderebbe un “capolavoro”. Lo spettatore viene coinvolto, il pubblico giovane è estasiato dalle scene di azione, ma i mostri non fanno minimamente paura e il finale (che – come nei precedenti lavori, di cui segnalo il film di Ragona – non c’azzecca una cippa con il libro) è troppo “buonista”, sbrigativo e confuso. Se la prima parte è un crescendo di tensione, con i flashback che spiegano il perché e il percome, oltre a darci un idea del personaggio, la parte finale è quasi tutta dedicata all’azione (alcune scene sono buone, altre inutili e digitalizzate, tanto da provocare nella sottoscritta pure qualche sbadiglio), manca la caratterizzazione degli altri personaggi, arriva pure un’invasata religiosa e di Matheson (già poco presente fin dall’inizio) non resta niente se non il titolo: tutte pecche che – anche volendo trascurare il libro – sono indelebili.

Curiosità :
- il film doveva essere girato già 10 anni da Ridley Scott, ma il progetto è saltato a causa degli alti costi di produzione; Arnold Schwarzenegger doveva essere il protagonista;
- la dottoressa responsabile della fine del mondo ha il volto di Emma Thompson;
- pare che il finale del film sia stato riscritto e rigirato pochi giorni prima dell’uscita nelle sale per volere della Warner: nel finale alternativo, che magari vedremo nella versione director’s cut, i vampiri accettavano di essere curati, ma obbligavano gli umani normali a lasciare New York

Un capolavoro mancato: da vedere fino ai dieci/venti minuti finali che rovinano tutto, per poi andarsi a rileggere il libro di Matheson. E, se potete, evitate quello con l’orrenda copertina con la locandina del film.

1 Comment(s)

  1. Pingback by [FREE YOUR MIND] » Archive » Hancock, di Peter Berg on 20 settembre 2008 8:05 am | 

    [...] e relativa recitazione, perché se da Smith dopo l’interpretazione in “Io sono leggenda” (film bruttarello, performance apprezzabile) ci aspettiamo ben altro, mai visto due [...]

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