La libertà d’espressione? Verboten!
Quante volte su questo blog (e su milioni di altri) avete letto (o, come nel mio caso, raccontato) di un servizio che non vi aveva soddisfatto? Ecco, lui aveva fatto la stessa cosa parlando della “Mosaico – Sistemi di Arredamento S.r.l.” (adesso ha cancellato il post, ma il permalink dice tutto), poi è arrivato l’amministratore delegato della ditta, tale Andrea Rossetti, scrivendo che siccome riteneva il sito “diffamatorio” nei confronti dell’azienda che rappresenta, avrebbe querelato il titolare del blog per 400.000 euro (almeno). A parte il fatto che l’amministratore delegato non c’ha un kaiser di meglio da fare che googlare il nome dell’azienda per vedere cosa salta fuori?!…non potrebbe ad esempio pensare a migliorare il servizio invece di querelare le persone che pensano che il servizio faccia schifo?!…ehm! potrebbe utilizzare il suo tempo in maniera un attimino più costruttiva, ma dico: siamo impazziti?! Adesso uno non può più neanche dire che il servizio x fa schifo che rischia una querela? La prossima volta che qualcosa non mi soddisfa, visto che a dire che fa schifo rischio una querela e minimo 400.000 euro da pagare, penso che andrò direttamente a tirare le uova marce presso la sede dell’azienda.
Ovviamente, se volete, siete invitati a diffondere la vergognosa notizia…ah! e a Trenitalia gli vogliamo tutti bene, ed anzi: lodiamo il suo buon gusto nello scegliere un’adesivo dello stesso colore della superfice dove c’era un buco, ringraziamo per la puntualità dei treni e per la loro pulizia!
14 commenti
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Avevo già letto la storia, è veramente incredibile..
se era diffamatorio…con i blog bisogna stare mooolto attenti. Non è che ti puoi permettere di diffamare una persona o ledere l’immagine di un’azienda pensando che non succeda niente. Così come nella vita reale se scrivi su un giornale che un’azienda fa schifo, la ditta ti querela, così accade sul web. Non mi sembra così strano.
@ Ariel: il post è cancellato, ma io l’ho letto e non conteneva niente di diffamatorio…esponeva una serie di eventi (ritardi nelle consegne, call center che non rispondevano, etc) e concludeva dicendo (parafraso) pensateci due volte prima di usare questo servizio!
Mi compiaccio notare il Suo repentino adeguamento allo stile suggerito dal noto dirigente del noto mobilificio.Trentalia sarà felice.;-)
A parte che la pagina è ancora disponibile in cache di Google, e ce la si può leggere, non ci vedo nulla di diffamatorio: uno sarà ben libero di dire che s’è trovato male con un certo servizio e perché.
Altrimenti, Fulvia dovrebbe chiudere la rubrica su Trenitalia. E io non avrei mai visto la prova trovata che “el tacon xe peso del buso”.
@ Bruno e Fabio: mai parlato male di trenitalia, io! (ad oggi lo posso ben dire, visto che i post so’ tutti cancellati causa aggiornamento!) ps Fabio, abbi pietà di me che sono umbra..che c’è scritto nell’ultima frase? urge traduzione!
“La toppa è peggio del buco”…
Evviva la cache di Google, anche se mi sa che coi tempi che corrono è più pericoloso tenere un blog che andare in giro in auto ubriachi.
Che mondo…
E’ peggio la toppa del buco
Che Trenitalia c’entri qualcosa?
Vedi che non tutti i mali vengono per nuocere? I post cancellati t’hanno salvato.
@ Fabio: ma noi amiamo trenitalia, non abbiamo bisogno di salvezze!
Io per fortuna uso quasi unicamente i treni della regione Veneto, nuovi, moderni, spaziosi.
Peccato solo che abbiano vetri grandi una volta e mezzo quelli delle vecchie littorine e non ci siano ancora le tendine. D’estate sarà uno spasso…
Toh! una concittadina!
@ matteo: concittadina di chi? io o una commentatrice? (edito: ho visto che sei perugino…io abito venti km più in basso, ma siamo lì…)
Io prima o poi verrò querelata da Figlio del Capo, mi sa.
In Italia purtroppo la querela è l’arma dei potenti contro i deboli: anche se vinci la causa perché tutto ciò che è scritto è vero e condannano il tuo ricco avversario a pagare tutte le spese legali, perdi un sacco di tempo in tribunale. Non a caso Berlusconi ha querelato l’edizione italiana e non quella inglese del libro “Berlusconi’s shadow” di David Lane. In Inghilterra la querela sarebbe stata un boomerang.
E’ un bel problema, perché in certi casi, come nelle truffe stile Wanna Marchi, l’unica soluzione è dire alla gente di stare alla larga da certe persone.
Ecco un esempio: qui, qui e qui