Viaggio al centro della Terra 3D
«Ma stiamo ancora cadendo!!!»
Trevor Anderson
Trevor Anderson (Brendan Fraser) è un professore (di non troppo successo) universitario di vulcanologia: ossessionato dal mito del “Viaggio al Centro della Terra”, assieme il nipote Sean (Josh Hutcherson, che nel film dovrebbe avere 13 anni e ne dimostra almeno 7 di più), figlio proprio del defunto fratello Max, disperso mentre conduceva ricerche proprio attinenti al libro di Jules Verne, partirà alla volta dell’Islanda dove, aiutato dalla guida Hannah (Anita Briem), scoprirà che forse il libro di Verne e le ricerche di Max non erano poi così fantascientifici come sembravano…
Grazie alla visione di questo Viaggio al centro della Terra 3D (regista Eric Brevig, credo alla sua prima pellicola dopo un passato da addetto agli effetti speciali), la sottoscritta ha capito due cose: la prima è che sta invecchiando e la seconda, conseguente alla prima, è che non sopporta più certe boiate megagalattiche il cui unico merito è la presenza di un attore piuttosto noto (nel caso specifico, Fraser) attorno al quale viene imbastita tutta la trama.
Massimo rispetto per il libro di Verne (che la sottoscritta non ha mai letto), ma insomma: possibile che un film che dovrebbe essere fantastico/avventuroso ti fa sbadigliare quasi dall’inizio alla fine? Tra situazioni stereotipate, e scene prese pari pari da altri film, vero è che il film non ha grosse pretese e non vuole farsi prendere troppo sul serio, ma un po’ rispetto per lo spettatore, che cavolo! Ok, la ribalta dovrebbe spettare tutto al famoso 3D, ma considerato che la multisala da pranzo di casa mia il 3D non ce l’ha, non posso non concentrarmi sul fatto che il film, per quanto alla fine vedibile e spensierato, sia di fatto prevedibilissimo e tirato via, dove, tra battute prevedibili e recitazione un po’ così, l’unica cosa godibile sia il paesaggio.
e mezzo.
Posto che la sottoscritta deve ancora capire perché (perché!!!!) non ci sia più uno sceneggiatore degno di questo nome che inventi una pellicola originale invece di dedicarsi ai remake di vecchie pellicole, a questo punto meglio il film del 1959 diretto da Henry Levin, o il libro (che prima o poi leggerò!)
10 commenti
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Il libro va assolutamente letto! Il film… non mi sono posta il problema di vederlo, sono davvero rmasta a quello del 1959 che era un piccolo capolavoro, non fosse altro che per l’epoca in cui è stato girato!
Non ho ancora capito se qui in Toscana esiste una sala atta al 3d; vorrei vederlo solo ed esclusivamente per quello.
Solo una volta, tanti anni fa, ho assistito ad una parte di film (piccola) in 3d, Nightmare per l’esattezza e fu divertente.
La tecnologia e gli occhialini sono cambiati da allora, sono curiosa!!!
Ciao, blogger… ti ho conferito il Premio Dardos. Per maggiori informazioni vai sul mio blog. Buona domenica!
Fulvia, molte scene del viaggio del ‘59 le ricordo ancora adesso.
Visione della porta, grotta dei diamanti, sistemi di illuninazione, bosco dei funfhi, uscita con il tazzone ecc.
Di questo 3D, seppure conosco benissimo la “trama” mi ricordo solo la traversata con i pesci volanti e il dinosauro/odalisca.
Una porcata indegna.
Ciao, scusami per l’assenza ma ho seri problemi a casa. A presto.
@ Peppe: eh?
Io il libro l’ho letto, le situazioni stereotipate credono che arrivino dal libro…
attenta alle parole che usi…. qui invecchiando lo posso dire solo io!… insomma io ci volevo andare a vederlo… che faccio… aspetto il dvd 3d? ma ti sei messa gli occhialetti?
io non l’ho trovato così male, sarà che avendo letto il libro 2 volte mi aspettavo esattamente quello che ho visto con l’aggiunta degli effetti speciali.
mi sono addormentato poco prima della fine…scontato…