The Dome, di Stephen King
Nonostante le ultime delusioni, poteva FulviaLeopardi evitare di comprare il nuovo libro di Stephen King? No, anche perché – fatta la regola: ultimamente King fa un libro buono e uno cattivo – dopo la mezza ciofeca di “Al Crepuscolo“, quello appena sfornato dal Re avrebbe dovuto essere un mezzo capolavoro.
Siamo Chester’s Mill, nel Maine, dove una mattina improvvisamente dal cielo cala una barriera di similvetro trasparente e resistente a tutto, sia il tutto sassi, aerei e razzi. All’interno della cupola restano intrappolati i 2000 abitanti del Mill, tra cui l’ex marine Dale Barbara (Barbie) che – assieme ad un gruppo di cittadini, tra cui una giornalista, un paramedico e tre ragazzi – vuole trovare una via di scampo, prima che la mancanza d’aria (per non considerare un paio di consiglieri e poliziotti senza scrupoli) faccia fare a tutti una brutta fine…
Questa la trama di The Dome (Under The Dome in originale), da molti definito una versione de L’ombra dello scorpione moderna: ed in effetti le similitudine non mancano (buoni vs cattivi, fattore scatenante la cupola vs l’influenza, mille mila personaggi da tenere a bada), per quanto alla sottoscritta il nuovo libro ricordi più – con le dovute differenze – Needfulthings, aka Cose Preziose: anche lì una piccola città, anche lì personaggi isolati non da una cupola ma da ossessioni personali diventate (più o meno) realtà.
Ma com’è, in definitiva, questo libro? La grandeur kinghiana sembra apparentemente tornata quella di una volta, il libro scorre bene e – a parte qualche forzatura qua e là, tipo un cane che sente le voci – non è sconclusionato come in certi tratti appare La storia di Lisey; i personaggi si fanno amare (ma mai quanto quelli di IT e L’ombra dello scorpione, libri ed emozioni a mio avviso insuperabili) e The Dome avvinghia il Fedele Lettore per benino (magari non subito: con mille pagine, il carburamento è lento). Contrariamente ad altri libri (Duma Key), inoltre, la mole di pagine non è un’aggravante: peccato che – come in molti altri romanzi – il finale mandi un po’ a p*ttane l’opera complessiva. E però, per la prima volta da anni, la sottoscritta sente la voglia di riprendere in mano il mattone del Re che ha appena finito di leggere, ma soprattutto si è veramente affezionata ai personaggi, ma sopratutto, ha letto un libro di King in una settimana, notti comprese.
Curiosità:
- la – figoserrima – copertina del libro è uscita a puntate, qui la versione completa, qui quella ad alta risoluzione;
- o io ho vissuto fino a mò sotto una cupola o tutti vogliono copiare Level 26 di Zuiker (sì, quello di CSI Las Vegas) sta di fatto che qui trovate il trailer per The Dome; molto meglio di qua, dove King legge un estratto dal suddetto libro;
- in molti hanno ravvisato nella cupola di Chester’s Mill quella vista nel 2007 in The Simpson Movie, ma Stephen King ci pensò molto prima: The Dome è infatti un libro che il nostro di realizzare per ben due volte tra gli anni ‘70/‘80, con i titoli The Cannibals (romanzo inedito e incompiuto di circa 450 pagine scritte a mano, parte delle quali riversate ) e Under The Dome. «Le due opere incompiute – ha spiegato Stephen King sul suo sito – sono stati due tentativi molto differenti di utilizzare la stessa idea: come si comportano le persone quando sono tagliate fuori dalla società di cui hanno sempre fatto parte?». La risposta, brividosa, ve la fornisce The Dome.
4 commenti
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finora di king ho letto it,cuori in atlantide,il miglio verde…e poi non ricordo piu. questo lo comprero di sicuro…grazie!!!
Concordo con quello che dici….anche sul cane….sconclusionatissimo!
Sono circa a metà libro, per ora se la cava., il buon King.
Ciaooooo
Boia Deh
la conclusione….dio santo che assurdità…
[...] fa avevo teorizzato che ultimamente King scrive un libro decente e uno ciofeca, stavolta (visto che quello sulla cupola m’era piaciuto, così come Notte Buia, Niente Stelle) mi tocca invece dire che 22/11/‘63 è un bel libro, che [...]