Al lupo, al lupo!
Il tema della violenza su Facebook l’avevamo affrontato giusto poco tempo fa, adesso la questione dei gruppi contro Berlusconi – anche alla luce della ‘duomata‘ che gli hanno tirato in faccia domenica scorsa, deprecabile non solo come violenza ma anche perché mi è parso di adocchiare Fede che aveva lanciato una delle sue campagne del tipo Silvio Santo Subito – riesplode con tutta l’emergenza del caso. Per farvela breve, Maroni – esponente leghista, un partito che, come visibile qui, non è assolutamente incline alla violenza verbale che poi origina quella fisica – ha proposto l’oscuramento dei “siti internet violenti” (vaglielo tu a spiegare che una cosa è Facebook e l’altro un gruppo di Facebook, ma vabbé; tra l’altro poi ha detto che non ci saranno leggi speciali per il web) facendo l’esempio dei gruppi pro-Tartaglia; ma c’è un ma, del tipo semantico. Prendiamo per esempio il gruppo “Fermiamo Silvio prima che per scherzo tocchi il cu*o alla Regina Elisabetta” : ovviamente è un gruppo di tipo goliardico, ma che succede se il “Fermiamo Silvio” viene concepito come “Tiriamo addosso al premier una statuetta del Duomo”? D’ora in poi bisognerà specificare il significato di ogni singola parola?!
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Credo che il problema più grande sia che non conoscono quello che vogliono regolamentare.
Spetterà al legislatore fare in modo che le fattispecie siano ben circoscritte…
@ Funkmayer: è anche quello che mi preoccupa