Paranormal Activity, di Oren Peli

Recensione lunghetta.

Paranormal Activity, di Oren PeliDopo aver visto Paranormal Activity di Oren Peli la sottoscritta ha finalmente capito cosa c’è che non va nei film horror di oggi, o meglio…perché i film horror di oggi non le piacciono: il punto è che non solo i protagonisti meritano gli Oscar alla demenza (vedi i due tizi di The Strangers, tanto per citare un caso clinico senza speranza) ed il film parte su premesse incredibili, ma che i comportamenti sono proprio TUTTI sbagliati. Prendiamo i film horror/fantascientifici di una volta: ne “L’invasione degli Ultracorpi” di Don Siegel la premessa è assurda – baccelloni dallo spazio che diventano come noi – ma i comportamenti dei protagonisti sono coerenti – in una parola: tentano di salvarsi le chiappe. Dal 1999 – anno di The Blair Witch Project – il comportamento più sensato dei film horror non sia quello di salvarsi le chiappe, ma di prendere una telecamera e registrare – difatti, spoiler alert, schiattano praticamente tutti i personaggi in quasi tutti i film horror del genere. Non fa eccezione – e finalmente ci arriviamo – questo Paranormal Activity, in uscita in Italia il 5 febbraio 2010 (giorno del compleanno di mamma di Fulvia, per inciso).

Semplice la storia (vera, come no), Micah e Kate sono due fidanzati che vivono insieme, con lei che (di punto in bianco, dopo una serie di “strani” accadimenti) rivela al suo fidanzato di essere perseguitata da un demone. Ora, qualunque essere dotato di cervello la mollerebbe seduta stante o chiamerebbe l’esorcista, il nostro idiota di turno invece cosa fa? Nonostante la crescente contrarietà della fidanzata ad essere ripresa stile Grande Fratello, il nostro decide di riprendere ogni loro gesto quotidiano (di giorno e di notte) nella speranza di registrare qualche evento sovrannaturale: e passi piazzare telecamere in ogni angolo della casa, ma il caso clinico (che in una scena cult urla e strepita contro il demone – non presente – che “nessuno può entrare a far casino in casa sua e con la sua fidanzata”) decide di aggiungere una telecamera a spalla che, crollasse il mondo o fosse la sua metà rapita dal demone infestatore (vedere per credere), non molla praticamente mai (neanche quando litigano).
Costato quindicimila dollari e sponsorizzato a costo zero (prima con un trailer in cui si riprendevano quindicenni spaventati mentre assistevano alla prima del film, poi con il raccontino che Steven Spielberg si è talmente spaventato che ha dovuto vedere il film in due tronconi – ci torneremo), Paranormal Activity è diventato in breve tempo un film di cui parlare con la sottoscritta che, francamente, non capisce perché. Non solo i due protagonisti sono assolutamente anonimi ed anzi dopo i primi dieci minuti si vorrebbe essere il demone per farli fuori senza pietà (altra scena cult: tonfi e tonfi a volontà, grande spavento, poi ci si fa un caffé e si decide se chiamare l’esorcista), ma il film dura un’ora e venti in cui non succede niente, né c’è uno straccio di spiegazione su questo famoso demone (che non torce un capello a nessuno, salvo che negli ultimi cinque minuti).
In Danse Macabre, Stephen King scrive di Psycho che senza i celeberrimi quarantacinque secondi della scena della doccia sarebbe potuto sembrare un qualsiasi sceneggiato tv: ecco, qui è uguale (ma non c’è Alfred Hitchcock e neanche la scena della doccia). Ci sono dei tonfi, delle ombre, un lenzuolo che si muove…e niente di più che non abbiamo già visto in altri quindicimila film del genere, ma che almeno avevano il pregio di essere meno noiosi ed un attimo più approfonditi!

In alcuni siti ho letto che Paranormal Activity è un film pieno di tensione, la sottoscritta era così tesa che a forza di sbadigliare s’è slogata la mascella Come diceva Shakespeare, tanto rumore per nulla. Dicevamo di Spielberg, così spaventato da interrompere la proiezione a metà film: e quando era sul set di Poltergeist – Demoniache presenze (su Wikipedia la storia del film e dietro al film, tipo veri scheletri e morti varie tra i protagonisti) che diavolo ha fatto?! Ha mollato le riprese?!

12 commenti

  1. Commento by eles on 31 dicembre 2009 2:16 am | 

    Ne ho sentito parlare anch’io…boh, vedremo poi.

    Mi sono letta della maledizione di cui sopra: scheletri veri, brrr!

  2. Pingback by [FREE YOUR MIND] » Archive » Saw VI, di Kevin Greutert on 23 gennaio 2010 9:01 am | 

    [...] Paranormal Activity di Oren Peli il 2009 della sottoscritta si è chiuso con l’oramai consueto appuntamento con Saw, il sesto [...]

  3. Pingback by [FREE YOUR MIND] » Archive » The Box, di Richard Kelly on 30 gennaio 2010 10:56 am | 

    [...] Richard Kelly andatelo a vedere al cinema, se siete stufi delle solite panzane horror (vedi Saw 6 e Paranormal Activity *) invece pure, altrimenti aspettate pure tranquillamente l’uscita in [...]

  4. Pingback by [FREE YOUR MIND] » Archive » Paranormal Cretinity on 10 febbraio 2010 10:10 am | 

    [...] vietarlo ai minori: considerato che nel film non si vede un momento de paura che sia uno e che Paranormal Activity un giorno rientrerà probabilmente tra i film più brutti ed inutili dell’in…, l’unico motivo per cui uno può sentirsi male è il pensiero di aver speso 7/8 euro per [...]

  5. Commento by Krugher on 13 febbraio 2010 12:22 am | 

    aridatece li sordi!!!!
    una minchiata epica….
    recitata di merda….

    e pure con una telecamera del dopoguerra..

    a spirbergh! passa al laurentino 38 poi si che ti cachi sotto!

  6. Commento by Jonny on 14 febbraio 2010 10:39 am | 

    Ci sono 4 attori: Kathie che è grassa e brutta, Mikah (significa minchia) detto anche denti di castoro, un sessuologo-esorcista ed una brutta rincoglionita amica di Kathie. Il film è stato ripreso da una telecamera che risale al 1952 e ha il modico prezzo di 2 euro, acquistata su ebay e proveniente dalla Cina. Gli attori non sono stati retribuiti in denaro in quanto il budget del film risaliva a 15 euro; in compenso sono stati donati loro dei buoni per il McDonald’s. Kathie insoddisfatta del guadagno ha rubato al suo moroso minchia il buono e si è presa due BigMac menu tanto per mantenersi in linea. Tutto il film si svolge all’interno della casa di Kathie e Mikah dove un povero demone senzatetto trova accoglienza; questo demone vivendo nella loro casa, mangia, dorme sul divano, scoreggia, rutta e si rifugia in soffitta a mangiare popcorn; tutto ciò infastidisce Kathie perchè il demone quando va in bagno di notte tira lo sciacquone e fa rumore. Kathie è molto stressata dal suo comportamento tant’è vero che decide di telefonare ad un sessuologo-esorcista per risolvere il problema, ma purtroppo questo tizio non può fare niente se non scoparsi Kathie all’insaputa di minchia… Così minchia prende in mano la situazione e sfida il demone ad una partita a Monopoli ma ovviamente perde e Kathie scappa di casa; minchia la segue e quando ritorna assieme a lei a casa nota che il monopoli ha preso fuoco. Da quel momento si susseguono tanti episodi paurosi: una notte mentre i due fidanzatini dormono, il demone si infila sotto le coperte per fare una cosa a tre che ovviamente sarà gradita, un’ altra notte il demone si permette di masturbare Kathie mentre lei dorme e mentre minchia scoreggia come un cavallo facendo sollevare le lenzuola fino al lampadario. Un altro episodio importante avviene quando Kathie, una notte, va in sonnambula scendendo in giardino e tagliando l’erba con un paio di forbicine da unghie. In altre parole un film più DIMMERDA di questo non l’avevo mai visto.

  7. Commento by FulviaLeopardi on 14 febbraio 2010 11:55 am | 

    Jonny, AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAHA

  8. Commento by eles on 21 febbraio 2010 4:20 pm | 

    A me è piaciuto: l’atmosfera al cinema era giusta ed alcuni punti li ho trovati veramente inquietanti, per non parlare del finale cinematografico che mi ha fatto sobbalzare di brutto.

    Quindi lode al regista che con poco riesce a spaventare!

    E’ vero, lui è troppo esaltato nell’anteporre le riprese di fenomeni paranormali alla loro sicurezza e ne sottovaluta le conseguenze. Era stato avvertito, il demone vuole Kate (e lui non è contemplato).

    Le telecamere, di cui l’entità è perfettamente consapevole come risulta dal finale, acquistano il medesimo significato della tavola uija (Spiritica insegna); lei, infatti, d’istinto ne è crescentemente contraria.

    Ovviamente, come tipo di film e genere, se visto con una massa sghignazzante perde ogni senso e diventa una commedia.

    Io lo consiglio ha chi ha apprezzato i predecessori girati con la stessa tecnica.

  9. Commento by Andrea on 21 febbraio 2010 5:51 pm | 

    Ho visto il film e devo dire che non è affatto pauroso come si dice in giro.
    A dir la verità sono rimasto un po’ deluso perché mi aspettavo molto, ma molto di più da questo film. Il titolo mi ispirava fenomeni quasi demoniaci, invece, niente, o quasi.

  10. Pingback by [FREE YOUR MIND] » Archive » Zombieland, di Ruben Fleischer on 6 marzo 2010 9:18 am | 

    [...] una persona riconsolarsi con l’horror dopo due ciofeche del tipo Paranormal Activity e Saw 6 (solo per citare gli ultimi due casi)? La risposta è sì, a patto che si veda un film che [...]

  11. Pingback by Notizie dai blog su Paranormal Activity 2, Akiva Goldsman regista? on 17 marzo 2010 11:31 am | 

    [...] Activity, di Oren Peli Recensione lunghetta. blog: free your mind | leggi l'articolo Per help e visualizzare le immagini abilitare javascript. Scrivi un commento [...]

  12. Commento by ary_anna on 30 giugno 2010 1:16 pm | 

    lasciatelo dire secondo me non capisci niente..lo scopo di questo film era di riportare fatti realmente accaduti..ognuno è libero di crederci, non crederci, spaventarsi o no..ti aspettavi un film che ti facesse pisciare addosso come tutti quei stupidi film giapponesi senza senso?a me è piaciuto moltissimo paranormal activity..e penso che ognuno di noi in una situazione del genere avrebbe fatto la stessa identica cosa..un bacio

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